Deontologia – è accaparramento di clientela offrire su internet prestazioni gratuite

Sanzionato l’avvocato che pubblicizza attività in materia di infortunistica nel parcheggio di ospedale e su internet promettendo anticipo di spese e parere gratuito (CNF, sentenza n. 50/2026).

La sentenza n. 50/2026 del CNF conferma la condanna alla censura di un avvocato che ha promosso la propria attività in materia di risarcimento da infortuni stradali attraverso un manifesto affisso nel parcheggio di un ospedale, e mediante un sito internet in cui a più riprese invitava a chiedere un parere gratuito, e prometteva di anticipare le spese della causa. Quando la pubblicità supera i limiti della continenza, e diventa accaparramento di clientela, scatta la sanzione deontologica.

Nel caso esaminato dal Consiglio Nazionale Forense con la sentenza n. 50/2026 (testo in calce), un avvocato è stato condannato alla sanzione della censura per aver affisso un manifesto pubblicitario nel parcheggio di un ospedale, dove era ritratto accanto ad una moto offrendosi come professionista per il risarcimento di incidenti stradali, e per aver pubblicizzato la propria attività attraverso il sito internet da lui gestito con affermazioni del tipo: “nulla è più drammatico di dover rinunciare al proprio risarcimento per mancanza di denaro”, “sottoponici il tuo caso, se ravviseremo la tua piena ragione ti anticiperemo tutte le spese mediche e giudiziarie”, “chiedici un parere per il tuo risarcimento è senza impegno e senza costi, e ancora “sei rimasto vittima di un incidente stradale? Nessun costo per te, ci paga l’assicurazione”. All’interno del sito, c’erano anche altre frasi giudicate offensive del dovere generale di dignità e decoro della professione, come per esempio la seguente: “6 sicuro? E’ antipatico da dire ma sei sicuro di chi ti sta assistendo? Questo è un settore per specialisti soprattutto in caso di incidenti gravi o mortali, eventuali errori li pagherai tu: un danno sottovalutato, una voce “dimenticata”, troppa fretta nel chiudere il risarcimento di un sinistro, o troppa arrendevolezza con l’assicurazione, possono tradursi in decine o anche centinaia di migliaia di euro in meno per te e non avrai una seconda chance. Chiedici un parere per il tuo risarcimento. E’ senza impegno e senza costi-contattaci”. Ancora, l’avvocato aveva postato sul canale YouTube un video collegato al proprio sito internet, in cui dichiarava “avrai la mia esperienza al tuo servizio senza spendere nulla”. La contestazione disciplinare riguardava innanzitutto il luogo prescelto dall’avvocato per affiggere i volantini della propria attività e cioè “il parcheggio di un ospedale, luogo pubblico e per di più frequentato da persone (malati e parenti) fragili e vulnerabili”, in contrasto con i canoni di correttezza e decoro della professione. Venivano poi valutati negativamente i contenuti dell’informazione pubblicitaria, ritenuta suggestiva ed opaca l’insistenza sull’assenza di costi a carico del cliente. L’informazione sull’attività professionale, chiarisce il CNF, “non può mai avere modalità attrattive della clientela nè utilizzare mezzi suggestivi incompatibili con la dignità e il decoro della professione, in quanto non dee essere finalizzata all’accaparramento della clientela ed all’autoproduzione, bensì deve tendere solo a fornire una informazione corretta, trasparente, veritiera, obiettiva e continente sull’attività svolta”. L’affissione di manifesti nel parcheggio di un ospedale dove l’avvocato era ritratto con la toga in mano a fianco di una moto e con lo slogan “Per il risarcimento del tuo infortunio stradale affidati ad un Professionista” e “nessuna anticipazione”, è stato ritenuto un report che manca del requisito della continenza, dal momento che non si limita a descrivere un ambito di esercizio della professione, ma si esprime in modo autocelebrativo, in luogo pubblico, facendo ambiguo riferimento alla gratuità, con l’obiettivo di accaparrare clientela. Le stesse considerazioni valgono per il sito internet, dove non solo era reclamizzata l’attività del legale evidenziando l’offerta di primi appuntamenti gratuiti e anticipazioni di spese, ma appariva potenzialmente denigratorio di altri avvocati l’invito a riconsiderare le effettive qualità professionali di soggetti già destinatari dell’incarico. “L’informazione sull’attività professionale”, si legge nella sentenza, “deve essere rispettosa della dignità e del decoro professionale e quindi di tipo semplicemente conoscitivo, potendo il professionista provvedere alla sola indicazione delle attività prevalenti o del proprio curriculum, ma non deve essere mai nè comparativa nè autocelebrativa”. Il sito dell’avvocato invece presentava affermazioni di contenuto “seduttivo, non contingente e chiaramente strumentale all’acquisizione di clientela”. A propria giustificazione il legale aveva anche provato a sostenere il fine di voler sottrarre fasce di mercato alle Agenzie Infortunistiche, ma per il CNF la giustificazione è inaccettabile, “soprattutto quando si utilizzano metodologie e argomenti per l’acquisizione della clientela, in larga parte simili a quelli adottati dalle stesse, con il rischio, neppure tanto astratto, di sviare a proprio vantaggio anche la clientela legittimamente acquisita o acquisibile da altri avvocati”.